Descrivendo un presepe: un Natale da ascoltare, immaginare e sentire
Il Natale è fatto di immagini, luci e colori. Ma è fatto anche di parole, suoni ed emozioni che possono arrivare lontano, anche quando gli occhi non possono vedere.
Da questa idea nasce Descrivendo un presepe, un progetto speciale nato negli studi di NOA Music and More, capace di unire voce, ascolto e inclusione in un racconto accessibile pensato in particolare per persone non vedenti e ipovedenti, ma in grado di parlare davvero a tutti.
Una lettera che diventa voce
Al centro del progetto c’è Daniela, una donna normodotata che ha scelto di raccontare il proprio presepe realizzato in casa attraverso una lettera descrittiva, scritta con grande attenzione e sensibilità. Le sue parole accompagnano chi ascolta dentro una scena fatta di dettagli, materiali, figure, luci, ombre e sensazioni, permettendo di costruire mentalmente l’immagine della Natività.
La forza del progetto sta proprio qui: nella capacità della descrizione di trasformare la parola in esperienza. Chi non può vedere viene messo nelle condizioni di immaginare, mentre chi vede viene invitato a soffermarsi su un gesto spesso dato per scontato: descrivere. E descrivere, in questo caso, significa anche includere.
Descrivere per includere
Descrivendo un presepe nasce da un’idea semplice ma potente: la voce può abbattere barriere, creare immagini interiori e restituire piena dignità all’ascolto. Un gesto tradizionale come il presepe si trasforma così in un’esperienza condivisa, accessibile e partecipata.
L’iniziativa si inserisce nel percorso inclusivo portato avanti da Liberi come il vento 2.0, associazione impegnata nella promozione di progetti culturali e sociali accessibili, in cui la diversità viene riconosciuta come valore e risorsa.
Un video di Natale pensato per tutti
Il progetto prende forma anche in un video-augurio di Natale, costruito come racconto accessibile e momento di condivisione. Non è solo un contenuto celebrativo, ma una proposta culturale che invita a riflettere su come l’accessibilità possa entrare nei gesti quotidiani, nelle tradizioni e nei linguaggi con cui comunichiamo.
Il presepe, simbolo profondamente radicato nella cultura natalizia, viene qui restituito attraverso la parola, il ritmo e la sensibilità della narrazione. In questo modo diventa un’esperienza che non passa soltanto attraverso la vista, ma anche attraverso l’ascolto e l’immaginazione.
Un augurio di Buon Natale che passa dall’ascolto
Questo progetto vuole essere anche un augurio di Buon Natale e buone feste rivolto a tutte e a tutti. Un augurio fatto di ascolto, attenzione e rispetto, che invita a rallentare e a riscoprire il valore della voce come strumento di relazione.
Il messaggio è semplice e profondo: a volte, per vedere davvero, basta chiudere gli occhi e ascoltare. Ed è proprio in questa prospettiva che Descrivendo un presepe riesce a diventare non solo un contenuto natalizio, ma anche un piccolo esempio concreto di cultura inclusiva.
Perché questo progetto è importante
Progetti come questo mostrano quanto l’accessibilità possa nascere anche da un gesto apparentemente semplice, come raccontare un oggetto, una scena o una tradizione. Rendere un presepe descrivibile significa renderlo più vicino, più condivisibile e più umano.
Nel lavoro di NOA Music and More e Liberi come il vento 2.0 emerge una visione chiara: l’inclusione non è un’aggiunta, ma un modo diverso e più consapevole di comunicare. E anche il Natale, in questa prospettiva, può diventare un’occasione per costruire relazioni più attente e più aperte.



