Cancellazione dal Runts: come calcolare il patrimonio incrementale da devolvere

Il 22 giugno scorso, con la nota n. 9981, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha fornito importanti indicazioni operative riguardo alla devoluzione del patrimonio incrementale degli enti del Terzo settore (Ets) che continuano la loro attività, ma sono stati cancellati dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts).

Queste nuove linee guida rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la corretta gestione e destinazione di quanto accumulato dagli enti nel corso della loro attività, nello specifico nel passaggio dalla condizione di iscrizione a quella di cancellazione dal registro.

Il contesto normativo della devoluzione del patrimonio incrementale

Il patrimonio incrementale si riferisce agli incrementi di capitale o alle risorse acquisite durante il periodo di iscrizione al Runts, che devono essere gestiti con particolare attenzione in caso di cessazione dell’attività o della cancellazione dall’albo.

In base alle disposizioni vigenti, in caso di cancellazione dal Runts, gli Enti del Terzo settore sono tenuti a devolvere il patrimonio incrementale a favore di altri enti con finalità analoghe o a fini di utilità sociale, garantendo la continuità degli scopi di interesse generale.

Le indicazioni operative della nota ministeriale

La nota n. 9981 del 22 giugno offre una guida dettagliata per effettuare un calcolo trasparente e corretto del patrimonio incrementale soggetto a devoluzione. Viene spiegato in modo chiaro come isolare e quantificare gli incrementi patrimoniali conseguiti durante la vigenza dell’iscrizione al Runts, distinguendoli dal patrimonio di base conferito o già posseduto prima dell’iscrizione stessa.

Si sottolinea l’importanza di considerare esclusivamente gli incrementi derivanti da attività direttamente collegate allo svolgimento delle finalità statutarie riconosciute dal Terzo settore. Questo significa escludere eventuali entrate o incrementi non connessi agli scopi statutari, al fine di rispettare la disciplina di devoluzione.

Implicazioni per gli enti cancellati dal Runts

Gli enti che hanno ricevuto la comunicazione di cancellazione dal Runts dovranno quindi procedere con attenzione a :

  • verificare il valore del patrimonio incrementale maturato durante la loro iscrizione;
  • applicare le metodologie di calcolo indicate dalle linee guida ministeriali;
  • individuare i soggetti beneficiari della devoluzione, privilegiando enti che operano nel medesimo ambito o con finalità compatibili;
  • documentare rigorosamente il processo di devoluzione in modo da garantire trasparenza e conformità normativa.

Un percorso di responsabilità e tutela del Terzo settore

La cancellazione dal Runts non comporta la perdita di responsabilità riguardo alla destinazione delle risorse accumulate dall’ente durante il suo funzionamento. Al contrario, la corretta gestione del patrimonio incrementale da devolvere costituisce un passaggio essenziale per salvaguardare la fiducia nel sistema del Terzo settore.

Attraverso queste linee guida, il Ministero del Lavoro mira a promuovere un approccio responsabile, rispettoso delle norme e orientato alla valorizzazione delle risorse nel segno della solidarietà e dell’interesse generale.

Per gli enti e gli operatori coinvolti, rappresenta una solida base per affrontare le fasi post-cancellazione in modo chiaro, regolamentato e finalizzato al bene comune.

Fonti e approfondimenti

Fonti e approfondimenti

Condividi l'articolo :

Facebook
LinkedIn